Ancora dramma e disperazione

“Ieri” Milano e Brescia oggi Livorno. Le tragedie che colpiscono i lavoratori proseguono senza soluzione di continuità. Vorrei poter far sentire la mia vicinanza a quelle povere famiglie, vorrei avere gli strumenti per modificare questo stato di cose che ci vede come sempre impotenti a commentare con la sola possibilità di esprimere la nostra solidarietà.
Se si affermasse che per evitare i morti di una guerra (con i dati numerici che abbiamo da sempre non si è fuori luogo ad usare questo termine di paragone) si deve intervenire sulle regole di ingaggio, o sulla tipologia delle armi, o sul dare responsabilità ai comandanti affinché vigilino per fare in modo che i propri soldati non cadano sui campi di battaglia, a tutti apparirebbe una cosa insensata perché si sa bene che sparando e bombardando ci si uccide. Non si può più solo tentare di continuare ad arginare questo fiume in piena.
Bisogna trovare il modo di colpire le coscienze civili di tutti.
Bisogna convincere i giovani che non c’è futuro per nessuno se non verrà perseguita una politica di diritti umani fondata sul rispetto, sulla legalità e sull’onestà.
Bisogna attaccare con grande forza tutti quei messaggi mediatici che ci mostrano una società in cui bisogna guadagnare tanto, in poco tempo, senza fare fatica e dove ci si sente realizzati solo se si possiedono beni di consumo effimeri legati all’apparenza.
Bisogna fare in modo che i soliti furbi non siano più visti come modelli da seguire ma diventino i nemici da combattere. Dobbiamo rendere etico un mercato in cui la regola del maggior ribasso possibile, sia per i servizi che per i beni di consumo, non venga scaricata sui lavoratori. Ciò si fa anche pemiando con i nostri acquisti le ditte serie. È un passaggio inevitabile altrimenti dovremo solo attendere inermi la prossima tragedia.

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I miei auguri

Sogno un mondo dove le persone, che hanno la fortuna di ricevere il dono della vita, utilizzino la loro intelligenza e le loro capacità per lasciarlo migliore di come l’hanno trovato a chi verrà dopo.. spero che questo mio auspicio trovi il seme per realizzarsi, il germoglio per svilupparsi, in questo nuovo anno in cui ci stiamo tuffando con il giusto ottimismo e con tanta voglia di serenità sperando che chi mi legge faccia parte di queste persone speciali che hanno a cuore il bene comune..  buonduemilaediciotto a tutti..

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Alcune considerazioni sul pubblico impiego

Le periodiche e cicliche comparazioni degli stipendi del pubblico impiego paragonate con altri paesi europei, che inevitabilmente diventano rivendicazioni, non tengono in considerazione un aspetto peculiare che purtroppo è tipico del nostro paese. Da noi, da sempre, il lavoro pubblico è stato usato come ammortizzatore sociale, ciò significa che la volontà è quella di non escludere nessuno dal poterne aver accesso. In realtà, invece, ci sono alcune professioni, una su tutte gli insegnanti ma non scordando le forze dell’ordine, che non tutti hanno le capacità per farle nel migliore dei modi. Per questo motivo, a mio modestissimo parere, per essere assunti in questi lavori strategici per il bene di tutti, ci dovrebbe essere una selezione meritocratica molto importante. Ecco, solo in quel caso (assunzioni di persone capaci, competenti e con passione) la forza per chiedere stipendi adeguati da parte di coloro che fanno molto bene il loro mestiere, che ovviamente sono già presenti con percentuali però lasciate al caso, non sarebbe completamente annullata da coloro che, invece, di mestiere ne dovrebbero fare un altro.

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I miei auguri dal capodanno “alternativo” sul Sisma

Trema ancora la terra, riesplode il sopito dolore

Ad Aleppo l’umanità ha lasciato che a vincere siano la tragedia, il terrore

Ed intanto nella speranza del mare sempre si muore

Ci sarebbe tanto bisogno di tutti per far trionfare la solidarietà, la pietà, l’amore

Per questo il mio buon anno non può che arrivare a te dal profondo del mio cuore

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