Alcune considerazioni sul pubblico impiego

Le periodiche e cicliche comparazioni degli stipendi del pubblico impiego paragonate con altri paesi europei, che inevitabilmente diventano rivendicazioni, non tengono in considerazione un aspetto peculiare che purtroppo è tipico del nostro paese. Da noi, da sempre, il lavoro pubblico è stato usato come ammortizzatore sociale, ciò significa che la volontà è quella di non escludere nessuno dal poterne aver accesso. In realtà, invece, ci sono alcune professioni, una su tutte gli insegnanti ma non scordando le forze dell’ordine, che non tutti hanno le capacità per farle nel migliore dei modi. Per questo motivo, a mio modestissimo parere, per essere assunti in questi lavori strategici per il bene di tutti, ci dovrebbe essere una selezione meritocratica molto importante. Ecco, solo in quel caso (assunzioni di persone capaci, competenti e con passione) la forza per chiedere stipendi adeguati da parte di coloro che fanno molto bene il loro mestiere, che ovviamente sono già presenti con percentuali però lasciate al caso, non sarebbe completamente annullata da coloro che, invece, di mestiere ne dovrebbero fare un altro.

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E’ un mondo difficile..

E’ un mondo difficile. Una auto citazione, una frase che mi viene fuori spesso interloquendo con altre persone e che racchiude, secondo me, tutte le contraddizioni e le anomalie del nostro tempo. Stiamo costruendo sempre più una società che produce norme per contrastare i furbi che però, allo stesso tempo, “impediscono di vivere” alle persone oneste.
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Farsi una propria opinione è sempre la cosa migliore

Per chi non è pigro e ha voglia di leggere, unico modo per farsi una propria opinione, trovo particolarmente adatto questo file pdf (testo-commissione) in cui si possono confrontare le modifiche agli articoli della Costituzione che, col referendum di settembre, potremmo avvallare o cancellare. Continua a leggere Farsi una propria opinione è sempre la cosa migliore

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Onorare il coraggio dei nostri nonni e dei nostri genitori è un dovere morale

La Festa della Liberazione, una festa che per tanta gente rappresenta ancora in modo inalterato tutti quei valori che hanno dato origine alla nostra bellissima Costituzione; praticamente tutti i padri costituenti erano identificabili proprio in quel 25 Aprile 1945. Il mio Venticinque Aprile è collegato principalmente a ciò che mi è stato raccontato dai miei genitori e dai i miei nonni. Sono diversi i racconti di quei giorni narrati ed ascoltati più volte. Ad ogni nuova descrizione spunta però qualche nuovo apparentemente piccolo particolare, magari uscito per una ennesima mia curiosa domanda, particolari che, ancora oggi, mantengono vivi l’attenzione ed il pathos di quelle eroiche storie di donne e di uomini. Da quelle parole e dalle loro storie col tempo mi appare sempre più chiaro di come le loro generazioni siano riuscite a conquistare questo benessere che per molti non è prettamente economico ma, seppure messo a dura prova, principalmente culturale, etico e morale. Storie non a caso nate in questa bella città ed in questa fantastica regione che quella storia l’hanno vissuta da grandi protagoniste. Racconti che dovrebbero essere patrimonio anche delle nuove e future generazioni ma che purtroppo sono destinati a cadere nell’oblio.

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